Appello profetico alle famiglie. Giovanni Paolo II.m4a

A voi sposi, a voi padri e madri di famiglia; a voi giovani e ra­gazze, che siete il futuro e la speranza della Chiesa e del mondo, e sarete il nucleo por­tante e dinamico della famiglia nel terzo millennio che si avvicina...

È dunque indispensabile e urgente che ogni uomo di buona volontà si impegni a salvare e a promuovere i valori e le esigenze della famiglia.

Un particolare sforzo a questo riguardo sento di dover chiedere ai figli della Chiesa. Essi, che nella fede conoscono pienamente il meraviglioso disegno di Dio, hanno una ragione in più per prendersi a cuore la realtà della famiglia in que­sto nostro tempo di prova e di grazia.

Amare la famiglia significa saperne stimare i valori e le possibilità, promuovendoli sempre. Amare la famiglia significa individuare i perico­li e i mali che la minacciano, per poterli supe­rare... Amare la famiglia significa adoperarsi per crearle un ambiente che favorisca il suo svi­luppo. E, ancora, è forma eminente di amore ridare alla famiglia cristiana di oggi, spesso ten­tata dallo sconforto e angosciata per le accre­sciute difficoltà, ragioni di fiducia in se stessa, nelle proprie ricchezze di natura e di grazia, nella missione che Dio le ha affidato. «Bisogna che le famiglie del nostro tempo riprendano quota! Bisogna che seguano Cristo!».

La Chiesa conosce la via sulla quale la fami­glia può giungere al cuore della sua verità pro­fonda. Questa via, che la Chiesa ha imparato alla scuola di Cristo e a quella della storia, in­terpretata nella luce dello Spirito, essa non la impone, ma sente in sé l’insopprimibile esigen­za di proporla a tutti senza timore, anzi con grande fiducia e speranza, pur sapendo che la “buona novella” conosce il linguaggio della cro­ce. Ma è attraverso la croce che la famiglia può giungere alla pienezza del suo essere e alla per­fezione del suo amore.

Preghiera

Ed ora, concludendo questo messaggio pasto­rale, che intende sollecitare l’attenzione di tutti i suoi compiti gravosi ma affascinanti della fa­miglia cristiana, desidero invocare la protezione della santa Famiglia di Nazaret.

Per misterioso disegno di Dio, in essa è vis­suto nascosto per lunghi anni il Figlio di Dio: essa è dunque prototipo ed esempio di tutte le famiglie cristiane. E quella Famiglia, unica al mondo, che ha trascorso un’esistenza anonima e silenziosa in un piccolo borgo della Palestina; che è stata provata dalla povertà, dalla persecu­zione, dall’esilio; che ha glorificato Dio in mo­do incomparabile alto e puro, non mancherà di assistere le famiglie cristiane, anzi tutte le fami­glie del mondo, nella fedeltà ai loro doveri quotidiani, nel sopportare le ansie e le tribolazioni della vita, nella generosa apertura verso le ne­cessità degli altri, nell’adempimento gioioso del piano di Dio nei loro riguardi.

Che san Giuseppe, «uomo giusto», lavorato­re instancabile, custode integerrimo dei pegni a lui affidati, le custodisca, le protegga, le illumi­ni sempre.

Che la Vergine Maria, come è madre della Chiesa, così anche sia la madre della «chiesa domestica», e, grazie al suo aiuto materno, ogni evento nel mondo del suo regno, «regno di verità e di vita, di santità e di grazia, di amore e di pa­ce», verso il quale è in cammino la storia.

A lui, a Maria, a Giuseppe affido ogni fami­glia. Alle loro mani e al loro cuore presento que­sta esortazione: siano essi a porgerla a voi, vene­rati fratelli e diletti figli, e ad aprire i vostri cuo­ri alla luce che il Vangelo irradia su ogni fami­glia.

A tutti e a ciascuno, assicurando la mia co­stante preghiera, impartisco di cuore l’apostolica benedizione, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Stinto.

Giovanni Paolo II